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I nostri dolci di carnevale: gale, friceu e krapfen



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Siamo in periodo di Carnevale, vi piacciono i dolci tipici?

Gale, friceu e krapfen in questo periodo non possono mancare... Lo sapete che le gale hanno tanti nomi diversi, a seconda della zona? Voi come le conoscete? Gale? Bugie? Frappe? Chiacchiere?


Data: 02/02/2019 | 18:00
Fonte:: Pasticceria Schifano

Siamo in periodo di Carnevale, vi piacciono i dolci tipici?

Gale, friceu e krapfen in questo periodo non possono mancare...
Lo sapete che le gale hanno tanti nomi diversi, a seconda della zona? Voi come le conoscete? Gale? Bugie? Frappe? Chiacchiere?
Beh, qualunque sia il loro nome, una cosa è unica: la bontà!


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Bugie, gale o gasse: come si chiamano in Piemonte i dolci di Carnevale


Tra febbraio e marzo, a Torino è quasi impossibile trovare una panetteria, pasticceria, gastronomia o anche supermercato che non venda i tipici dolci di Carnevale (e non solo per il martedì grasso).


Tutti conosciamo, e quasi tutti amiamo questi dolci, il punto è: come si chiamano? Bugie è il nome più diffuso a Torino, ma altrove in Piemonte vengono definite anche frisole, gale o gasse. E poi in una città come Torino, dove all'eccellente gastronomia locale negli ultimi decenni si sono unite moltissime prelibate influenze dai gusti del Sud Italia, non è raro trovare un vassoio di bugie (in piemontese busie) chiamato con un altro nome: frappe, sfrappole, chiacchiere, cenci, fiocchetti, guanti, maraviglias o merveilles, cunchiell, sfinci e chi più ne ha più ne mangi...


Per quanto riguarda la versione più nota a Torino, va detto che "bugie" deriva dall'italianizzazione del termine ligure boxie. Del resto anche la parola "bugia", nel senso di affermazione contraria alla verità, ha la sua etimologia nell'antico provenzale bauzia, che significa inganno.


La grande diffusione di questo dolce, e la sua varietà di nomi, deriva dal fatto che l'origine è da ricercare addirittura nell'antica Roma, quando durante le feste dei Saturnali si preparavano le frictilia (da cui frittelle): buone, nutrienti e veloci da preparare. Poi con il Cristianesimo sono diventate il simbolo delle feste per il Carnevale prima della Quaresima, diffondendosi per la loro praticità un po' ovunque, con la conseguente localizzazione delle ricette... e anche dei nomi.


Ma come sono fatte le gale? Farina, uova, burro, zucchero, scorza di limone: l'impasto si stende e si frigge a strisce (o altre forme) tagliate con la rotella e poi un po' di zucchero a velo sopra.
Esiste anche la versione ripiena di questo dolce: marmellata, crema di nocciola, cioccolata, Nutella e crema pasticcera sono le farciture più apprezzate in questo caso.



 
Non dimentichiamoci però delle altre prelibatezze dolciarie del periodo di Carnevale!
 
I Friciò piemontesi di Carnevale, o friceu, sono dolcetti fritti che si preparano con uvetta e scorza di limone.
Sono molto simili alle frittelle tradizionali di altre regioni, i friceu liguri, ad esempio, o le zeppoline del sud Italia. A renderle diverse sono soprattutto le proporzioni degli ingredienti, che formano un composto abbastanza liquido. Per questo motivo ci vuole attenzione perché non si creino strisce lunghe, ma palline, lavorando con due cucchiai. Con uno si prende l’impasto, con l’altro lo si spinge velocemente nell’olio, evitando di “stenderlo”. Così si formerà una pallina e non una lingua.
Ad ogni modo, dei friciò non è tanto la forma che conta, quando il sapore, che nella sua semplicità è davvero speciale. Il profumo del limone è molto pronunciato e la quantità di uova le rende anche morbidissime.







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